A partire da Ottobre e fino a Dicembre si svilupperà il Concorso di disegno "Bambini Insieme" cui parteciperanno scolari delle scuole elementari di Milano e Dakar.
Il Concorso si prefigge lo scambio delle immagini delle due città viste dagli occhi dei piccoli per illustrare da parte dei bimbi di Dakar a quelli di Milano il paese da dove è partito il loro papà e viceversa, fare illustrare ai bimbi milanesi per i loro coetanei africani la città in cui oggi si trova.
Lo scopo è quello di dare forza al futuro del gemellaggio tra Milano e Dakar, ultimamente riqualificato e aprire ambiti di coesistenza e cooperazione.
L’emigrazione pone gravi problemi nei paesi d’accoglienza e anche in quelli di provenienza, ma mentre dei primi sono dibattuti copiosamente, i secondi passano quasi inosservati.
Eppure, emigrare significa lasciare la propria famiglia, genitori, fratelli e, soprattutto, il coniuge e i figli, per una scommessa sul futuro, densa d’incognite.
Dato che l’emigrazione nei paesi in via di sviluppo dell’Africa, e segnatamente nel Senegal, riguarda nella sua prima fase la popolazione maschile, ecco che le famiglie si vedono private della figura paterna, per tempi non definiti e carichi di tensioni e paure, per l’incertezza che grava sugli effetti della decisione presa.
In altri paesi, come quelli del bacino dell’Oceano Indiano anche le donne trasmigrano, a volte lasciando la prole, ma di certo il fenomeno più rilevante riguarda generalmente la componente maschile anche in per questa parte del mondo.
Si vengono così a creare degli “orfani sociali”, condizione di vero disagio esistenziale, che per i più piccoli assomiglia molto a quella d’orfano effettivo, non avendo la capacità di razionalizzare la situazione e considerare la temporaneità dell’avvenimento.
I bambini si chiedono dove sia andato il padre (o la madre) e le risposte di tipo geografico non hanno molto significato per loro.
D’altro canto gli immigrati si trovano a vivere in ambienti anch’essi popolati di bambini che sentendo parlare di questi nuovi venuti, a volte in modo critico, possono avere la curiosità di sapere, anche se in modo non razionale e raziocinante.
A migliaia di chilometri di distanza si trovano, quindi, bambini spiazzati o, comunque, coinvolti dal problema dell’emigrazione/immigrazione.
Aprire una finestra di conoscenza e di dialogo con i bambini, per fare loro intendere situazioni complesse, è pressoché impossibile usando il linguaggio degli adulti e non sollecitando la fantasia e la creatività proprie della prima infanzia.
Per questo è nato il programma “Bambini Insieme” che si pone il duplice obiettivo di far dire:
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dai di Milano ai bambini di Dakar, …”ti racconto dove è il tuo papà (o la tua mamma)”….
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e a quelli di Dakar ai bambini di Milano, …”ti racconto da dove viene il mio papà (o la mia mamma)”…
Questo non è esercizio retorico, ma un programma che affronta le prime nozioni di un fenomeno che tocca profondamente le coscienze dei bambini e che influenzerà i loro comportamenti e sentimenti per il resto della vita.
Quale linguaggio adoperare? Noi pensiamo di usare il linguaggio universale dei bambini che con la loro fantasia e capacità creativa sono in grado d’interpretare il mondo che li circonda con un’acutezza e semplicità che va diritta la comprensione dei loro coetanei.
In altri termini il Programma “Bambini insieme” intende fare raccontare storie e situazioni, personaggi e ambienti dai bambini per i bambini, attraverso un concorso di “disegni e raccontini” sul tema generale del “racconta la tua famiglia, la tua città e il tuo paese”.
Il programma coinvolgerà una decina di scuole elementari di Milano e di Dakar, dove sarà lanciato il concorso, raccolte le espressioni dei bambini e allestite mostre dei lavori svolti.
Una mostra generale a livello delle due città e la scelta degli elaborati più rappresentativi consentirà di individuare i tre migliori lavori di Dakar e i tre di Milano.
Ai bambini premiati e ai loro genitori sarà offerto un soggiorno di una settimana nella città che non conoscono.
Gli altri elaborati, opportunamente selezionati, saranno raccolti in volume nel quale si “racconteranno le città di Milano e Dakar” viste dai bambini delle scuole elementari.
Il volume potrà essere commercializzato per raccogliere fondi a favore del programma “La Case des Touts-petits” con il quale il Presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, intende dotare ben 28.000 villaggi e aree suburbane, a favore dei bambini fino a sei anni d’età.
Il volume potrà avere una doppia prefazione a cura dei Sindaci delle due città e, sicuramente, potrà rappresentare l’avvio di un rapporto da conservare e allargare negli anni futuri, con iniziative analoghe, per creare un ponte tra le nuove generazioni cui è affidato un avvenire di cooperazione e amicizia. |