l Museo di Dakar è stato istituito negli anni trenta e dalla sua creazione ha rappresentato l'arte e cultura dell'Africa Occidentale. Oltre alla preziosa collezione di oggetti d'oro di Akan del Sud Est della Costa d'Avorio, presentati per la prima volta a Parigi nel 1967, alla Galleria Nazionale del Grand Palais, le collezioni sono costituite da Maschere e statue in legno e da vasi, tessuti, oggetti in cuoio e metallo.La scenografia di presentazione che prevede anche la ricostruzione di ambienti e scene, restituisce gli oggetti al contesto sociale e religioso per i quali gli oggetti sono stati creati, senza nulla togliere alla loro qualità estetica.Le rappresentazioni, in scala 1:1, sono riferite alle cerimonie d'iniziazione che nelle società africane pre islamiche avevano lo scopo d'incorporare l'iniziato in un gruppo o in una categoria sociale, soprattutto con riferimento ai ragazzi nel passaggio all'età virile e alle ragazze alla pubertà preludio Gli iniziati potevano essere isolati in un bosco sacro o raggruppati in una capanna dove ricevevano una educazione civica, professionale e sessuale e sottoposti ad una disciplina molto dura accompagnata da prove fisiche rigorose come la circoncisione per i maschi e l'escisione per le femmine. Questi riti segnavano il passaggio ad una nuova vita.Questo tipo d'iniziazione era innanzi tutto una forma d'educazione mirata alla integrazione e alla socializzazione dei giovani.Anche altri momenti sono rappresentati con scenografie ricostruttive, quali la cerimonia funebre, la festa del raccolto, i riti animasti.Oltre alle rappresentazioni (in numero di tre) saranno presentati:
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le Maschere rituali che nell'Africa sub sahariana designano l'insieme di un costume che avviluppa la testa, il corpo e le membra ai quali si aggiungono gli oggetti e gli accessori che brandiscono i danzatori.
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Le sculture, spesso prodotte da iniziati e non da scultori e che rappresentano un mezzo di comunicazione e di mediazione non solamente tra i membri di una società, ma anche tra il mondo dei morti e dei viventi.
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I monili di metallo, d'oro e d'argento prodotti come strumenti cerimoniali fabbricati da artigiani che erano sottoposti a rituali di purificazione per garantire la qualità del lavoro e la sicurezza dell'artigiano.
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L'Artigianato tradizionale che si compone di vasi, ceste, abiti, tessuti e bijoux.
La scelta delle opere (nota Prof. Tagliaferri)
"Visitando le riserve del Museo Etnografico di Dakar abbiamo dovuto affrontar e il problema, previsto, di scegliere oggetti che fossero non solo rappresentativi di diverse etnie dell'Africa occidentale, ma anche dotati di qualità artistiche e non ancora serializzati secondo criteri di produzione rivolti a soddisfare mere esigenze commerciali.Grazie alla collaborazione dei funzionari del Museo, è stata realizzata una scrematura che mira a fondere la tradizionale prospettiva orizzontale, scientifica in senso etnografico, con quella verticale, selettiva in quanto fondata sui criteri estetici vigenti nei musei d'arte.Compiuto questo passo, è giunta decisiva la generosa collaborazione offertaci da Mourthala Diop, noto uomo d'affari senegalese che è riuscito ad accumulare,dopo anni di appassionata ricerca, una importante e vasta collezione di sculture africane. La possibilità di attingere a entrambe queste fonti ci ha permesso di ampliare l'orizzonte della ricerca sia in un senso geografico sia sulpiano qualitativo.In un momento storico in cui l'Europa conosce un energico ritorno di interesse per le arti africane, a un secolo dalla loro «scoperta» da parte di artist icome Picasso e Matisse, viene dunque offerta a Milano la possibilità di realizzare,in una sede di sicuro prestigio, una mostra riccamente articolata e comprendente sia sculture lignee di grande pregio, sia una dozzina di tessuti conservati presso il Museo di Dakar".